Iscultone

Non era una storia che riguardava Cagliari, almeno all’inizio. Era una di quelle leggende che restano confinate nei luoghi da cui nascono, legate alla terra, all’acqua, a qualcosa di antico che non si sposta. Su Gologone era uno di quei posti. Lì l’acqua sembra viva, troppo limpida per essere solo acqua, e la gente del posto certe cose non le dice, ma le lascia intendere con mezze frasi e sguardi che si abbassano.

Marco quella cosa non l’aveva capita. Per lui era stata una gita come tante, risate, foto, qualche battuta di troppo, soprattutto verso Laura, come sempre. Davanti agli altri la prendeva in giro, la interrompeva, la faceva sentire piccola, e poi rideva, come se fosse normale. Laura sorrideva, ma era un sorriso che non arrivava mai agli occhi.

A Su Gologone avevano incontrato un uomo anziano seduto poco distante dall’acqua. Aveva detto una sola cosa, senza nemmeno guardarli davvero: che certe presenze non vanno osservate troppo a lungo. Marco aveva riso, Laura invece aveva distolto lo sguardo, senza sapere bene perché.

La prima notte, tornati a Cagliari, non successe nulla di evidente, ma qualcosa era cambiato. Laura ebbe la sensazione di non essere sola nella stanza, anche se Marco dormiva accanto a lei. Era una sensazione sottile, come un peso nell’aria. Si girò verso lo specchio dell’armadio e per un attimo ebbe l’impressione che il riflesso fosse leggermente diverso, come se non fosse sincronizzato con la realtà. Chiuse gli occhi e quando li riaprì tutto era normale, ma la sensazione non passò.

Non era una storia che riguardava Cagliari, almeno all’inizio. Era una di quelle leggende che restano confinate nei luoghi da cui nascono, legate alla terra, all’acqua, a qualcosa di antico che non si sposta. Su Gologone era uno di quei posti. Lì l’acqua sembra viva, troppo limpida per essere solo acqua, e la gente del posto certe cose non le dice, ma le lascia intendere con mezze frasi e sguardi che si abbassano.

Marco quella cosa non l’aveva capita. Per lui era stata una gita come tante, risate, foto, qualche battuta di troppo, soprattutto verso Laura, come sempre. Davanti agli altri la prendeva in giro, la interrompeva, la faceva sentire piccola, e poi rideva, come se fosse normale. Laura sorrideva, ma era un sorriso che non arrivava mai agli occhi.